U
C C E L L I
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Starna
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Starna
Perdix perdix
Ordine:
Galliformi
Famiglia:
Fasianidi
Stato
di conservazione in Europa:
Vulnerabile
Lista
rossa nazionale:
A basso rischio
Lista rossa Emilia-Romagna:
- - -
Trend
nazionale:
Difficile da valutare per continue immissioni
- ssp. P. p. italica: decremento locale ed
estizione
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Elementi
identificativi per il birdwatching
E' un galliforme di medie dimensioni, più grosso
della quaglia. Gli adulti hanno una caratteristica
macchia rosso mattone a ferro di cavallo sul ventre
e la gola arancio. Si distingue dalla quaglia per
le dimensioni nettamente maggiori, dalla simile
pernice rossa per il diverso colore del groppone
(all'involo, nella pernice rossa è grigio e contrasta
con le timoniere della coda rosse, mentre nella
starna il contrasto è meno marcato) e del capo.
Descrizione
e comportamento
E' una specie stanziale, gregaria al di fuori del
periodo riproduttivo (febbraio-aprile), quando i
maschi difendono vigorosamente il territorio di
riproduzione, emettendo rauchi e sonori richiami
al mattino e alla sera. Durante il periodo non riproduttivo
forma brigate (fino a qualche decina di individui)
a composizione variabile, in genere costituite da
uno o più gruppi familiari. La femmina costruisce
il nido sul terreno nella vegetazione erbacea fitta
e incuba le uova, in genere 10-20, anche se sono
note covate eccezionali di 29 uova (probabilmente
deposte da 2 femmine). I pulcini, nidicoli, in grado
di nutrirsi e muoversi da soli appena dopo la schiusa,
nascono in maniera sincrona dopo circa 25 giorni
di incubazione, e, come molti altri galliformi,
possono svolazzare già all'età di 15 giorni. Si
nutre di materiale vegetale (semi, germogli, ecc.)
e invertebrati del suolo durante l'allevamento dei
pulcini.
Ambiente
di vita e diffusione
Frequenta i coltivi e gli incolti fino a quote modeste
(600 m). Strettamente legata a situazioni di ecotono
all'interno di estese coltivazioni cerealicole.
Durante il periodo riproduttivo, le colture arate
a rotazione e le fasce cespugliate costituiscono
zone ottimali per la nidificazione. La sottospecie
autoctona italiana P. p. italica si è pressoché
estinta a seguito della forte pressione venatoria
a cui è stata sottoposta e a causa delle continue
immissioni a scopo venatorio di individui appartenenti
al ceppo dell'Europa centrale. In provincia di Piacenza,
la presenza è limitata al periodo appena precedente
all'apertura della stagione venatoria, durante la
quale vengono prelevati gran parte degli effettivi
reintrodotti. Sono tuttavia presenti alcune popolazioni
in grado di autosostenersi lungo i conoidi del Trebbia,
del Nure e in alcune aree della bassa collina.
Fattori
di disturbo
L'attività agricola può talvolta provocare disturbo
durante la nidificazione; il prelievo venatorio
eccessivo può condurre all'estinzione di popolamenti
locali in tempi estremamente rapidi.
Azioni
favorevoli alla conservazione
Una maggior diffusione di colture cerealicole a
perdere e di incolti, unitamente alla creazione
di adeguate zone interdette al prelievo venatorio
per favorirne la riproduzione, potrebbero favorirne
la nidificazione anche in zone intensamente coltivate
in cui attualmente è assente.
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