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U C C E L L I
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Ortolano
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Sezione in allestimento...

Ortolano
Emberiza hortulana

Ordine:
Passeriformi

Famiglia:
Emberizidi

Stato di conservazione in Europa:
Vulnerabile

Lista rossa nazionale:
A basso rischio

Lista rossa Emilia-Romagna:
- - -

Trend nazionale:
Decremento, fluttuazione locale, contrazione dell'areale

Elementi identificativi per il birdwatching
Piccolo uccello con tipica struttura da zigolo. Rispetto alla maggior parte dei congeneri, è un po' meno massiccio e il becco triangolare è piuttosto allungato. Superiormente è brunastro, con pesanti striature nere. Nel maschio, la testa, la banda pettorale e la stria malare sono grigie, mentre la gola e il sottomustacchio sono crema-giallastri; nella femmina i colori sono meno vivaci e le parti grigie sono finemente macchiettate di grigio più scuro. Il ventre è rosso-marrone, più acceso nel maschio. I giovani sono più difficili da identificare, avendo colori meno distinti e un aspetto generale brunastro, ma presentano, come gli adulti, un anello periorbitale giallo chiaro distintivo.

Descrizione e comportamento
Lunghezza 15-17 cm. Migratore transahariano, è presente nelle zone di nidificazione a partire da aprile, anche se la maggior parte degli individui arriva durante il mese di maggio. Verso settembre riparte alla volta dell'Africa; durante la migrazione, si sposta prevalentemente di notte. Costruisce il proprio nido con erba secca e radici nella vegetazione erbacea o sul terreno sotto ad un cespuglio. La femmina depone 4-6 uova che cova da sola per 14 giorni. Si nutre soprattutto di semi, ma non disdegna insetti e loro larve con i quali nutre i pulcini. Di abitudini riservate, può essere osservato soprattutto quando canta dalla cima di un albero o di un cespuglio o dai fili del telefono. Il canto è piuttosto semplice, essendo costituito da una nota ripetuta seguita da un trillo finale.

Ambiente di vita e diffusione
Frequenta soprattutto zone aperte con presenza di piccoli boschetti, cespugli, siepi e incolti; è presente nelle zone coltivate con metodi tradizionali ma evita le aree caratterizzate da agricoltura intensiva. Predilige comunque ambienti caldi e asciutti e sui rilievi si stabilisce sui versanti esposti a Sud. Occupa una fascia altitudinale molto ampia (dal livello del mare sino ad oltre 2000 m), ma nonostante questo è una specie piuttosto rara e negli ultimi decenni ha mostrato preoccupanti segni di declino in diverse regioni italiane ed europee. Diffuso, ma mai comune, in Provincia, nella fascia collinare fino ad oltre 1000 m, dove diventa progressivamente più raro. Scomparso attualmente dalla pianura, che rientrerebbe nel range altitudinale frequentato.

Fattori di disturbo
Intensificazione delle pratiche agricole e conseguente eliminazione di ambienti non produttivi, quali siepi, incolti, boschetti.

Azioni favorevoli alla conservazione
Mantenimento di siepi, alberi isolati e incolti nelle aree coltivate.

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