U
C C E L L I
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Nibbio reale
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Nibbio
reale
Milvus milvus
Ordine:
Accipitriformi
Famiglia:
Accipitridi
Stato
di conservazione in Europa:
- - -
Lista
rossa nazionale:
- - -
Lista rossa Emilia-Romagna:
- - -
Trend
nazionale:
- - -
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Elementi
identificativi per il birdwatching
Rapace di dimensioni medio-grandi, piuttosto simile
al Nibbio bruno, si distingue per i colori più vivaci
e contrastati, le ali più lunghe e sottili, la coda
più lunga e più profondamente forcuta. Visto da
sopra, presenta una colorazione generale bruno-rossastra,
con una fascia chiara molto evidente sulle copritrici,
le primarie più scure e la coda rossastra e dalla
tipica forma. Da sotto, le copritrici sono rossicce,
con una banda terminale nera, e le primarie presentano
nella parte esterna dell'ala un'evidente chiazza
bianca che facilita l'identificazione. La testa
è molto chiara, quasi bianca.
Descrizione
e comportamento
Lunghezza 55-70 cm, apertura alare 150-170 cm. Volatore
agile ed elegante, ha ali e coda molto lunghe che
gli consentono una grande padronanza del volo. In
Italia è stazionario, migratore e svernante: diversi
individui provenienti dall'Europa centrale si aggiungono
alla popolazione nidificante durante l'inverno.
Nidifica su alti alberi, costruendo un nido di rami
e sterpi ad un'altezza compresa tra 7 e 30 m; spesso
utilizza come base il nido di una poiana o di un
corvo imperiale. Depone (solitamente all'inizio
di aprile) 2-4 uova che la femmina cova per 28-30
giorni. Caccia sia volteggiando a notevole altezza
che tramite voli veloci rasenti al terreno; preferisce
catturare al volo le prede piuttosto che bloccarle
a terra. Piccoli roditori, uccelletti, ma anche
lucertole, insetti e talvolta pesci costituiscono
l'alimentazione della specie, che non disdegna comunque
le carogne e frequenta volentieri carnai e immondezzai.
Durante l'inverno è frequente la formazione di "roosts",
assembramenti di individui che si ritrovano in luoghi
boscosi e tranquilli per trascorrere insieme la
notte.
Ambiente
di vita e diffusione
Frequenta zone in cui boschi sparsi si alternano
a campi coltivati, pascoli, praterie ed altre zone
aperte; a differenza del Nibbio bruno, non è legato
agli ambienti acquatici ed è meno frequente in città
e villaggi. Si può considerare il Nibbio reale come
un tipico abitante di paesaggi aperti con agricoltura
tradizionale. Raramente osservato in Provincia durante
le migrazioni.
Fattori
di disturbo
Bracconaggio, intensificazione dell'agricoltura,
abbandono dei pascoli, utilizzo di bocconi avvelenati
e collisione contro cavi dell'alta tensione. Disturbo
diretto arrecato alle coppie nidificanti.
Azioni
favorevoli alla conservazione
Creazione di carnai, mantenimento delle pratiche
agricole e di pastorizia tradizionali, tutela dei
siti riproduttivi.
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