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U C C E L L I
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Falco pecchiaiolo
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Sezione in allestimento...

Falco pecchiaiolo
Pernis apivorus

Ordine:
Accipitriformi

Famiglia:
Accipitridi

Stato di conservazione in Europa:
Sicuro

Lista rossa nazionale:
Vulnerabile

Lista rossa Emilia-Romagna:
Status indeterminato

Trend nazionale:
Stabile - decremento locale

Elementi identificativi per il birdwatching
Rapace di medie dimensioni, il Falco pecchiaiolo è facilmente confondibile con la Poiana, di dimensioni simili, da cui si distingue per le ali più larghe e squadrate, il collo più allungato e la testa più piccola. Il piumaggio è estremamente variabile (così come quello della Poiana), ma spesso è distinguibile in volo per la presenza di due evidenti macchie scure carpali e per la coda con un'ampia banda terminale scura. In alcuni piumaggi, sottoala e corpo macchiettato di scuro.

Descrizione e comportamento
Lunghezza 55 cm, apertura alare 130 cm. Sessi simili, femmine leggermente più grandi. Migratore a lungo raggio, transahariano, sverna in Africa tropicale. Giunge in Italia in aprile-maggio, mentre la migrazione autunnale ha luogo in settembre-ottobre. Durante la migrazione primaverile, tende a concentrarsi in poche aree favorevoli ('colli di bottiglia'), che consentono di evitare di attraversare tratti di mare (es. Gibilterra, Bosforo, Stretto di Messina): in queste situazioni si possono osservare concentrazioni spettacolari di migliaia di individui. Nidifica su alberi in boschi d'alto fusto, a 10-20 m d'altezza; spesso riutilizza nidi di altre specie (es. cornacchie, poiane), ma è in grado di costruirsi il nido da solo. Depone in genere 1-2 uova, incubate per 30-40 giorni. La dieta consiste quasi esclusivamente di insetti, anche se non disdegna altre prede di piccole dimensioni (uccelli, mammferi, rettili). In particolare, si nutre di larve e adulti di imenotteri sociali (vespe, api): i falchi seguono i movimenti degli insetti fino ai nidi, che, se sottoterra, vengono dissotterrati scavando anche fino a 40 cm di profondità. Durante l'allevamento dei piccoli, i favi estratti vengono portati al nido. Dopo l'involo dei pulcini, è spesso possibile osservare i giovani che seguono gli adulti emettendo caratteristici richiami lamentosi.

Ambiente di vita e diffusione
Durante le migrazioni frequenta svariati ambienti, ed è possibile osservarne gruppetti in pianura, lungo i corsi d'acqua, sui rilievi rocciosi. Per la nidificazione necessita di boschi ad alto fusto sia di latifoglie che di conifere. In Provincia è relativamente diffuso nella fascia collinare e montana, dove utilizza per la riproduzione anche i rimboschimenti di pino nero. E' diffuso in tutta Italia nelle zone collinari e montane che presentano siti idonei per la riproduzione.

Fattori di disturbo
Il bracconaggio e la persecuzione durante le migrazioni, il taglio dei boschi d'alto fusto.

Azioni favorevoli alla conservazione
In Provincia di Piacenza, sono auspicabili interventi mirati al mantenimento delle pinete allctone di pino nero, o alla loro sostituzione graduale con fustaie di latifoglie autoctone.

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