U
C C E L L I
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Averla piccola
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Averla
piccola
Lanius collurio
Ordine:
Passeriformi
Famiglia:
Lanidi
Stato
di conservazione in Europa:
Declino
Lista
rossa nazionale:
- - -
Lista rossa Emilia-Romagna:
- - -
Trend
nazionale:
Decremento - fluttuazione locale
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Elementi
identificativi per il birdwatching
E' un passeriforme di dimensioni medio-piccole,
con caratteristico becco adunco da rapace. Il maschio
ha una colorazione vivace, con il dorso e le ali
di colore rosso mattone, la testa grigio-chiaro,
con una evidente mascherina nera attorno agli occhi,
e la coda tondeggiante bianca e nera. La femmina
invece è invece meno appariscente, di colore marroncino
uniforme. Si distingue facilmente dalle altre averle,
che hanno colorazioni diverse.
Descrizione
e comportamento
Dimensioni 18 cm, sessualmente dimorfica. Migratore
transahariano, sverna nella zona della savana alberata.
Arriva in Italia in aprile-maggio, depone in giugno-luglio
e riparte per la migrazione autunnale in agosto-settembre.
Costruisce un nido intrecciato a coppa, spesso in
cespugli spinosi, dove depone da 3 a 7 uova, incubate
per 15 giorni. Si nutre di insetti, piccoli mammiferi,
piccoli uccelli e lucertole, che cattura cacciando
da posatoi esposti su cespugli, linee elettriche,
paletti, ecc. Caratteristica è l'abitudine di creare
delle 'dispense' di cibo infilzando le prede in
eccesso su spine di cespugli (es. biancospino).
Ambiente
di vita e diffusione
Diffusa dalla pianura alla montagna, frequenta ambienti
con caratteristiche ben distinguibili: zone cespugliate
con alternanza di zone aperte e presenza di censpugli
spinosi (biancospino, prugnolo, rovo) sono condizioni
indispensabili per il suo insediamento. Frequenta
anche siepi ben strutturate ai margini dei coltivi.
Pur se in netto declino rispetto al passato, a seguito
della trasformazione delle pratiche agricole, in
Provincia raggiunge tuttora densità abbastanza elevate
nelle zone di montagna e alta collina
Fattori
di disturbo
Taglio di siepi e diminuzione dei terreni incolti,
utilizzo di pesticidi che riducono la disponibilità
di prede.
Azioni
favorevoli alla conservazione
Mantenimento di siepi a margine dei coltivi e delle
zone cespugliate con essenze spinose nei pascoli
dei comprensori montani.
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