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Nell'Unione
europea sono presenti diverse migliaia di tipi di
habitat naturali che ospitano 150 specie di mammiferi,
520 di uccelli, 180 di rettili e anfibi, 150 di pesci,
10000 di piante e almeno 100000 di invertebrati. Tali
cifre testimoniano l'enorme ricchezza del patrimonio
naturale europeo e sono espressione dell'elevata biodiversità
delle forme di vita presenti.
Attualmente la metà delle specie di mammiferi e un
terzo delle specie di rettili, di pesci e di uccelli
sono minacciate di estinzione; tra le piante vi sono
circa 3000 specie minacciate e 27 in via di estinzione.
La spettacolare riduzione di numerose specie deriva
soprattutto dal deterioramento degli habitat naturali
più importanti per la loro sopravvivenza. In pochi
decenni l'intensificazione di numerose attività umane
(agricoltura, selvicoltura, industria, energia, trasporti,
turismo..) ha provocato la scomparsa e la frammentazione
degli ambienti naturali, lasciando pochi spazi alla
specie selvatiche e confinandole su una esigua porzione
del territorio comunitario. Per favorire una migliore
gestione del patrimonio naturale, L'U.E. ha nel tempo
adottato una politica d i conservazione della natura
sul proprio territorio. Due sono i testi fondamentali
della normativa comunitaria: le direttive "HABITAT"
(92/43/CEE) e "UCCELLI"
(79/409/CEE) . Queste due direttive prevedono
la tutela degli ambienti naturali e delle specie della
fauna e della flora, in particolare attraverso la
creazione di una rete europea di siti protetti.
Adottata
nel 1979 la direttiva
"Uccelli" si prefigge l'obiettivo della protezione
e gestione delle specie di uccelli, e in particolare
dei migratori, che vivono allo stato selvatico sul
territorio europeo e dei rispettivi habitat. Sono
181 le specie europee minacciate di estinzione a causa
della scarsità della loro popolazione e/o di una ridotta
area di distribuzione che necessitano delle misura
di conservazione previste dalla direttiva
"Uccelli". I siti individuati dagli Stati membri
come territori appropriati per la conservazione delle
specie minacciate vengono classificati come ZONE
DI PROTEZIONE SPECIALE (ZPS).
La
direttiva "Habitat" (1992) rappresenta il principale
atto legislativo comunitario in favore della biodiversità
in quanto introduce l'obbligo di conservare gli habitat
e le specie di interesse comunitario, intendendo per
specie non più solo gli uccelli migratori ma tutte
le specie vegetali e animali (dai mammiferi agli anfibi
e rettili ai pesci e agli insetti) minacciate di estinzione.
Ai sensi della direttiva "habitat", recepita in Italia
con il DPR 357/97
"Regolamento recante attuazione della direttiva
92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat
naturali e seminaturali, nonché della flora e della
fauna selvatiche", gli Stati membri sono tenuti a
individuare SITI
D'IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC) rilevanti ai fini
della tutela degli habitat e della specie elencati
dalla direttiva. I SIC sono destinati ad essere designati
come Zone Speciali di Conservazione (ZSC) nel momento
in cui saranno attivate le idonee misure di conservazione
e protezione e formulati piani di gestione che prefigurino
una tutela di tali ambienti in una prospettiva di
sviluppo sostenibile, nell'integrazione tra attività
umane e esigenze di conservazione.
L'insieme
delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) designate
dagli Stati membri costituisce la rete europea dei
siti protetti denominata "Natura 2000". Le Zone di
Protezione speciale (ZPS) designate ai sensi della
direttiva "Uccelli" fanno anch'esse parte della rete
Natura 2000.
Nota
Informazioni in parte desunte dalla pubblicazione:
"NATURA 2000, per gestire il nostro patrimonio" Commissione
Europea DG XI - Ambiente, Sicurezza Nucleare e Protezione
Civile
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