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LIFE TREBBIA
LIFE TREBBIALIFENATURA 2000SERVIZIO AMBIENTE della PROVINCIA DI PIACENZA
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Progetto Integrato "Trebbia"

Il fiume Trebbia scorre dall'Appennino Ligure-Emiliano fino al fiume Po, nei pressi di Piacenza, attraverso un'ampia varietà di ambienti e situazioni. Il tratto del fiume compreso tra Bobbio e Perino, lungo circa 12 chilometri, risulta di fatto centrale rispetto al suo intero corso e si situa in un contesto caratterizzato da un'interessante variabilità ecosistemica, con rilievi montuosi ancora rilevanti, aree ad agricoltura estensiva e tratti di greto stabilizzato coperti da fasce boscate, brughiere e praterie aride.

Coinvolto dalla presenza dei S.I.C. IT4010004 (M.CAPRA, M.TRE ABATI, M.ARMELIO, S.AGOSTINO, LAGO DI AVERALDI), IT4010005 (PIETRA PARCELLARA E SASSI NERI) e IT4010011 (FIUME TREBBIA DA PERINO A BOBBIO) della RETE NATURA 2000 , tale ambito risulta tuttavia minacciato, da un lato, da un impatto antropico indubbiamente sensibile per i numerosi centri abitati, l'elevata affluenza turistica, la realizzazione del nuovo tronco stradale Perino-Barberino, da vari interventi di regimazione idraulica, e, dall'altro, dall'ampia diffusione di tipologie forestali di origine artificiale e da un tendenziale abbandono delle pratiche agricole.

La semplificazione eccessiva del tracciato del fiume, la parziale cementificazione ed alterazione delle sue sezioni naturali, il conseguente aumento della velocità della corrente e del potere erosivo delle acque, la presenza - nell'alveo ordinario e straordinario - di fronti di grosse paleofrane, di una soglia in calcestruzzo ad interrompere la continuità del corso d'acqua e - sulle pendici - di un'estesa copertura di conifere alloctone e di seminativi ormai incolti, rappresentano i più gravi elementi di alterazione ambientale.

Il progetto ha pertanto come obiettivo la riqualificazione e la valorizzazione in chiave multifunzionale di questo ecosistema, attraverso azioni di ripristino e conservazione di habitat e specie d'importanza comunitaria alterati da fattori di disturbo legati all'attività periodica e saltuaria dell'uomo. In particolare, si è inteso procedere ad una stabilizzazione del letto di scorrimento ("THALWEG") del fiume, unitamente alla costruzione di una rampa di risalita per la fauna ittica e alla sistemazione di una frana con tecniche di ingegneria naturalistica, allo scopo di favorire un incremento diffuso delle popolazioni di specie ittiche di interesse conservazionistico come LEUCISCUS SOUFFIA (VAIRONE), CHONDROSTOMA GENEI (LASCA O STRICCIO), BARBUS PLEBEJUS (BARBO) , BARBUS MERIDIONALIS (BARBO CANINO), COBITIS TENIA (COBITE), PADAGOBIUS MARTENSI (GHIOZZO) e GOBIO GOBIO (GOBIONE).

La realizzazione degli interventi avrà inoltre un benefico effetto sulla biodiversità complessiva dell'area: decementificando e riducendo il potere erosivo delle acque, essi consentiranno un'estensione degli habitat di interesse conservazionistico 3270 - CHENOPODIETUM RUBRI DEI FIUMI SUBMONTANI nelle microstazioni più aride e ciottolose e 3240 FIUMI ALPINI E LORO VEGETAZIONE RIPARIA LEGNOSA DI SALIX ELEAGNOS sulle fasce spondali. La creazione di un ecofiltro per il trattamento delle acque degli scarichi dell'abitato di Pradella, insieme al potenziamento di due altri impianti di fitodepurazione (Bobbio e Travo), concorrono anch'essi, attraverso l'incremento di qualità delle acque del fiume, al miglioramento delle condizioni di vita della fauna ittica e, indirettamente, al sostenimento delle necessità trofiche degli uccelli ittiofagi potenzialmente insediabili lungo il tratto fluviale.

Inoltre, la realizzazione in fregio al corso d'acqua di un biotopo fluviale per specie anfibie, tra cui in particolare RANA DALMATINA, e l'estensione dell'esistente fascia boscata di ripa secondo tipologie vegetazionali ascrivibili all'habitat di interesse conservazionistico 92A0 - FORESTE A GALLERIA DI SALIX ALBA E POPULUS ALBA promuovono il valore ambientale e l'incremento della complessità ecologica dell'area.

Di tutto il processo di "rivitalizzazione dell'ambiente" e del generale aumento di disponibilità trofiche potranno indirettamente beneficiare anche varie specie di rapaci di interesse conservazionistico, di passo e nidificanti sui rilievi rocciosi prospicienti il fiume, come PERNIS APIVORUS (FALCO PECCHIAIOLO), CIRCAETUS GALLICUS (BIANCONE). Le prime due specie saranno altresì direttamente favorite da interventi selvicolturali "modello" sulle pinete (PINUS NIGRA) di origine sinantropica del Monte Armelio, mirati alla conservazione dei loro habitat. Interventi di miglioramento ambientale con finalità faunistiche nei pressi della Pietra Parcellara avranno invece l'effetto di favorire alimentazione e rifugio di specie come PERDIX PERDIX (STARNA), CIRCUS PYGARGUS (ALBANELLA MINORE) e vari passeriformi di interesse conservazionistico. Le azioni di conservazione proposte sono sostenute da opportune campagne di sorveglianza, soprattutto in periodo estivo, per il controllo dell'accesso del pubblico con il coinvolgimento degli agenti di Polizia Provinciale e delle GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE e sono accompagnate da iniziative di divulgazione relative alle fasi di realizzazione ed ai risultati ottenuti. In particolare LEGAMBIENTE - CIRCOLO DI PIACENZA sta curando gli aspetti relativi all'educazione ambientale presso le scuole e le popolazioni locali.

Pannelli illustrativi posti lungo i sentieri segnati e attrezzati e presso le aree oggetto di intervento (il biotopo, i fitodepuratori, il saliceto di Bobbo, le pinete del Monte Armelio e l'area della Pietra Parcellara) permettono di svolgere visite auto guidate nei siti d'interesse.

Inoltre capanni di protezione per l'osservazione dell'avifauna verranno posti in posizioni idonee all'osservazione nei pressi delle zone umide realizzate col progetto.

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