P E S C I
-------------------------------------------------
Ghiozzo
-------------------------------------------------
. . .
|
|
Ordine:
Perciformi
Famiglia:
Gobidi
Specie:
Padogobius
martensii
Provenienza:
Autoctona
Zona
elettiva:
Pianura-Pedemontana
Periodo
riproduttivo:
Maggio-Luglio
Tipo di deposizione:
Litofila
Stato
demografico:
Stabile
|
BIOLOGIA
Specie endemica della pianura padana, questo gobide
non supera i 10 cm di lunghezza massima. Il ghiozzo
padano è un pesce bentonico; il corpo è tozzo, la
testa relativamente grossa, con la bocca ampia e
gli opercoli leggermente prominenti. Gli occhi sono
grandi e lievemente sporgenti. La pinna codale è
arrotondata e sono presenti due pinne dorsali. Le
pinne pettorali sono ben sviluppate e arrotondate,
mentre quelle ventrali sono unite mediante una piastra
pelvica a dare una struttura a ventosa utilizzata
per aderire al substrato. I maschi hanno una pupilla
genitale conica e leggermente allungata, mentre
nelle femmine questa è più corta e arrotondata.
Di colore bruno-chiaro, il ghiozzo presenta dorsalmente
delle bande e varie chiazze irregolari lungo i fianchi
mentre è leggermente più chiaro.
Durante il periodo riproduttivo o nel caso di comportamento
aggressivo i maschi si pigmentano di scuro soprattutto
nella zona cefalica e la macchia scura, presente
sulla zona posteriore della pinna dorsale, diventa
particolarmente evidente e con riflessi iridescenti.
Vive in acque correnti con velocità di corrente
anche elevata prediligendo fondali ghiaioso-sassosi,
ma lo si può ritrovare anche lungo le massicciate
lateriali di corsi d'acqua a fondo fangoso-sabbioso.
L'alimentazione è carnivora basata su macroinvertebrati
bentonici. E' specie fortemente territoriale e aggressiva.
Nella suo territorio di influenza, normalmente attorno
ad un sasso o una cavità che funge da nido, svolge
sia l'attività alimentare che quella riproduttiva.
Si riproduce tra maggio e luglio. In questo periodo
il maschio prepara il nido dove verranno deposte
le uova di più femmine; l'accoppiamento avviene
dopo un corteggiamento rituale complesso e mediato
oltre che da segnali chimici (feromoni) e da segnali
acustici. Il maschio rimane nel nido fino che i
piccoli non sono nati, provvedendo a pulire continuamente
le uova (delicatamente con la bocca e con la ventilazione
delle pinne pettorali) deposte sulla volta della
cavità.
Distribuzione
Ampiamente presente in tutte le zone della provincia,
trova il suo territorio ideale, dove è particolarmente
abbondante, nel cuore della zona C, in presenza
dei grandi ghiaioni alluvionali dei principali corsi
d'acqua, anche di piccole dimensioni. Si spinge
a monte anche nella zona D, soprattutto lungo i
corsi d'acqua principali. La specie non avere particolari
problemi. Demografici, anche se annualmente subisce
forti perdite numeriche a causa delle asciutte in
gran parte della zona C.
-------------------------------------------------
-------------------------------------------------